Cenni Storici

Stendardo


 

Panorama 2

 

Immagine

 

 

 

Chiesa San Biagio

chiesasanbiagio

Chiesa Castel di Casio 1

La chiesa parrocchiale di Castel Di Casio dedicata a S. Biagio è risalente, secondo il Lorenzini al 1382.

Chiesa Castel di CasioNel 1644, ad opera dei Toscani, subì un incendio che la distrusse e fu riedificata dalle fondamenta, assieme alla canonica.
Alla fine dell’ottocento fu totalmente ricostruita.
Dietro al campanile sono tutt’ora visibili i resti dell’abside dell’antica chiesa costruita in opus quadratum in stile romanico.

 

 

 

Chiesa della Pieve dei Santi Quirico e Iulitta

pieveLa “Pieve” è antichissima e a seguito di ricerche storiche si può stabilire che sia di origine bizantina.
Questa Chiesa battesimale ha avuto una storia di primaria importanza, nel 1200 teneva sotto alla propria dipendenza tre chiese ed un ospitale: S. Stefano di Bibiano, San Lorenzo di Casio, S. Giorgio della Collina di Casio e l’ospitale di S. Giovanni Battista di Casio.

Oltre ad avere grande importanza dal lato religioso, ebbe non meno importanza dal lato economico, sociale e politico: presenza dell’arciprete e del collegio dei canonici.

Detta Chiesa fu ricostruita nel periodo XI e XII secolo.
Per motivi di insicurezza locale e di difficoltà, dall’anno 1293 al 1780 rimase soggetta alla Canonica di San Frediano di Lucca.
Oggi si può ammirare l’aspetto architettonico.

Chiesa Pieve di Casio

 

 

 

La Piazza della Torre

piazzaAl lato della Piazza spicca la Torre di Casio, testimonianza di un passato glorioso.
Opera dei maestri comancini, si presenta con una sola facciata intatta, ma denota una costruzione a base quadrata solida ed elegante.
Costruita nel XII secolo dal comune di Bologna, è alta circa 30 metri.In origine aveva un’altezza di 35 metri,era ornata di merli e protetta da un tetto.
E’ contemporanea alla costruzione delle mura del castello.
Una particolare caratteristica della torre è che non presenta alla base alcuna entrata.
Questa era posta a circa una quindicina di metri di altezza dal suolo e attraverso essa si accedeva al castello mediante una passerella in legno.

piazzalatorre              Torre Medioevale

 

 

 

 

Malpasso

malpassoCasolare dagli spiccati particolari suggestivi.
Il nome della casa “Il Malpasso” trarrebbe origine dalla pericolosità della zona infestata dai banditi
In questo luogo soprastante il borghetto di Marzolara avvenivano continuamente rapine ed omicidi e, a ricordo dei tristi fatti accaduti, la località fu appunto chiamata Malpasso.MALPASSO

 

 

 

 

La Gaggiola

Tipica casa padronale immersa nel verde.la gaggiola
La casa ed il podere della Gaggiola, appartenevano dal primo cinquecento alla famiglia Sabadini che aveva molti possedimenti nella zona di Casola.
Verso la fine del Seicento ai Sabadini subentrarono i conti Corti, patrizi modenesi e nobili bolognesi.
Nel 1747, i conti Corti vendettero a Don Giacomo di Guglielmo Piemontesi tutte le loro proprietà in Casola, tra le quali il podere e il palazzo della Gaggiola.
L’edificio , di tipo padronale, è dotato di una pregevole torre seicentesca con coperto a quattro falde.

 

 

Casa Magelli

casamagelliQuesta suggestiva ed elegante casa è stata costruita nel secolo XV.
Fu di proprietà di Francesco di Marco da Piacenza e di Andrea Bentivoglio dal 1489. Infatti sul frontale in pietra di un camino è stato scolpito lo stemma di questa importante famiglia bolognese.Casa Magelli
Successivamente divennero proprietari i Canonici di San Frediano di Lucca, poi ancora la famiglia Ugolini-Muzzarelli che utilizzavano detto fabbricato nel periodo estivo.
Attualmente è di proprietà Magelli, importante famiglia di origine locale, emigrata nei primi anni del 1900 in America.

 

 

Casa Bertacci

casabertacciLa struttura di questa interessante casa ha origini quattrocentesche.
Appartenne alla famiglia Pandolfi: da ricordare Girolamo Pandolfi de’ Medici da Casio, illustre personaggio del Rinascimento, uomo politico, mercante e letterato.
Nel 1496 la proprietà passò alla famiglia Batista Nanni.
Al piano primo si può osservare un imponente salone con tracce di soffitto a cassettoni e la presenza di affreschi.
Successivamente la proprietà passò ad Ippolito Nanni Fantuzzi, noto professore dell’Università di Bologna, poi ad un altro ramo dei Nanni, quindi ai Pantaleoni, ai Nanni Costa ed infine ai Bertacci.
A quest’ultima famiglia appartiene il compianto Leonello Bertacci, instancabile e valido ricercatore e cultore della storia del nostro territorio.

 

 

Chiesa Santa Maria Assunta di Casola

casolaA 600 m di altezza sotto il Monte Poggio Barone sorge la Chiesa di Casola dei Bagni, di origini molto antiche, il cui Parroco, nel 1585, fondò la chiesa parrocchiale di Porretta.
CASOLA2Casola fu nei secoli luogo di culto celebre della montagna Bolognese. Qui si elevava, in un luogo detto Castellaccio, sopra un arduo strapiombo di difficile ascesa da due lati, un Castello cinto da grosse mura e fornito di un’alta torre nella sua parte più elevata, andato poi completamente distrutto. Oggi se ne possono vedere solo le fondazioni.
La chiesa di Casola è stata considerata, dalle pubblicazioni dell’epoca, fra le più belle del contado bolognese. Si dice che fosse lunga 46 piedi, larga 23, alta 18. Il suo interno fu rinnovato nel 1793 dal Parroco di allora, Don Matteo Evangelisti, e successivamente modificata come nello stato attuale da Don G.Battista Evangelisti.
Sovrasta l’altare maggiore un quadro di pregevole fattura rappresentante l’Assunzione di Maria Vergine al cielo in mezzo a un coro di angeli, restaurato di recente. Originariamente l’altare maggiore era chiuso da una caratteristica balaustra in ferro con ornamenti di ottone, andata però persa nei recenti anni 60.

 

 

 

Casa Pantaleoni

Casa Pantaleoni

 

Appartenne alla famiglia Pantaleoni e un suo noto componente fu precursore dell’agricoltura moderna di questi posti. In seguito passò alla famiglia Nanni. Attualmente appartiene alla famiglia Lenzi.

Fabbricato di buona impostazione architettonica, mantiene ancor oggi la tipologia tipica signorile degli anni passati.

 

 

 

 

 

Casa Burlandi

Casa BurlandiFabbricato sito nel centro del borgo di Castel di Casio con caratteristiche originali tipiche signorili, denominato Burlandi, noto notaro del tempo. Successivamente appartenne alla famiglia Magelli e nell’anno 2007 è stato recuperato e restaurato dal compianto Giancarlo Orbellanti noto e valido industriale che ha avuto i natali nella nostra terra.

Casa Burlandi è stata residenza comunale, caratterizzata da ambienti vasti e decorosi, ma purtroppo a causa dei vari interventi eseguiti nel tempo non è rimasta nessuna traccia delle decorazioni interne esistenti all’origine.

Gli ultimi lavori di recupero sono stati eseguiti con la massima diligenza, ma nessun elemento interessante è emerso ad evidenziare la sua nobile storia.

 

 

 

Mulino di Casio

Molino di Casio 2Questo mulino è tra i più antichi della valle del Limentra di Treppio ed è tuttora funzionante ad acqua. Detto mulino è formato da un vasto edificio in muratura di sasso di cui una parte risale al XV secolo e un’altra parte più recente porta l’anno 1877 MG

Mulino di Casio

 

Mulino di Casio 3

 

 

 

 

 

Ponte Castrola

Ponte Castrola anni 1960

 

E’ stato costruito nell’anno 1850 in sostituzione di altri. Detto ponte è stato eretto ad unico arco a “schiena d’asino” ed appartiene ad una importante strada che permetteva ai viandanti di passare dalla Toscana a località della nostra valle come Carpineta – Vigo – Vimignano poi Panico.

Abbandonato alle intemperie, il ponte, oggigiorno, si presenta gravemente lesionato e privo di quel parapetto caratteristico in sasso.

 

 

 

 

 

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Gemellaggio CAMAIORE  -   CASTEL DI CASIO

 

Castel di Casio- i resti della torre medioevale

Castel di Casio- i resti della torre medioevale

                   

 

 Grazie ad un tenace interessamento di questa Proloco e tramite lo storico, scrittore e commediografo versiliese Luca Santini si è giunti alla scoperta e all’ approfondimento di un avvenimento dell’anno 1477 che ci rende orgogliosi:

il nostro Capitan Frediano Moratti da Casio salvò il Castello di Camaiore che era stato cinto d’assedio dalle milizie di Pietrasanta.

 

Camaiore, Piazza San Bernardino con la chiesa collegiata (sec. XIII)

Camaiore, Piazza San Bernardino con la chiesa collegiata (sec. XIII)

Camaiore, volendo ringraziare Capitan Frediano per l’atto eroico compiuto, deliberò una donazione annuale di 27 libbre  di olio, che venivano trasportate ogni anno dal territorio camaiorese fino a Castel di Casio.  Sulla base di questo antico legame e con la volontà di rafforzare i rapporti di fraternità  che legano le due comunità, l’Amministrazione Comunale di Camaiore ha deciso di stabilire con l’Amministrazione di Castel di Casio un patto di amicizia.  Lo scopo è quello di creare iniziative capaci di intensificare i rapporti di interscambio  tra i due Comuni, per un reciproco e proficuo arricchimento sul piano della cultura, dell’arte, dello sport e della vita sociale delle due collettività.  L’avvenimento si è concretizzato a Castel di Casio il giorno 19 agosto 2006 con la firma dei due Sindaci. Il Sindaco di Camaiore, in quella occasione, ha donato olio del loro territorio a Castel di Casio.

panorama

 

                

 

 

 

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